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Vinitaly ed Agrifood premiate le eccellenze del nero di Calabria

A Verona Vinitaly ed Agrifood premiate le eccellenze del nero di Calabria.
Partito solo qualche mese fa, il Consorzio del Nero di Calabria aggiunge medaglie al proprio gonfalone. Dopo i numerosi attestati di riconoscimento in giro per l’Italia, alla manifestazione Vinitaly 2012, i salumi del suino nero di Calabria prodotti dal Consorzio sono tra i vincitori del Premio Agrifood Club – Il Golosario. La presenza delle aziende calabresi a Vinitaly è stata fortemente voluta dalla Camera di Commercio di Cosenza, che da qualche anno promuove le eccellenze di questa magnifica provincia. Ha appena chiuso i battenti Vinitaly 2012, con le manifestazioni Agrifood Club e Golosario missionari del gusto” nel mondo per il top dell’agroalimentare made in Italy. Dal cioccolato all’aceto, passando per formaggi, salumi ed olio. Sono 21 i prodotti ai vertici dell’agroalimentare italiano che hanno meritato il Premio Agrifood Club-Golosario 2012. Il riconoscimento alla qualità, istituito in collaborazione con i critici enogastronomici Paolo Massobrio e Marco Gatti, è stato consegnato ieri, giorno di chiusura di Agrifood Club. Una manifestazione che si conferma vetrina delle eccellenze emergenti del made in Italy alimentare, comparto che traina l’export nazionale. Tra il dolce il salato e l’agrodolce ce n’era veramente per tutti i gusti e tra le 21 eccellenze del mangiar bene italiano che ieri hanno ricevuto il premio Agrifood Club-Golosario facevano spicco i salumi prodotti con le carni dei suini neri di Calabria allevati allo stato brado sulle montagne della nostra regione e trasformati seguendo le ricette della tradizione dal Consorzio nero di Calabria. Niente conservanti, niente coloranti, niente caseinato, acido ascorbico e/o sale sodico, lattato di sodio, nitrato di sodio e/o di potassio, nitrito di sodio e/o di potassio tutti ingredienti che si trovano normalmente nei prodotti dell’industria dei salumi. Una semplicità e genuinità che ha conquistato il palato dei gourmet di mezza Europa, e che si aspettavano da un prodotto di eccellenza proveniente da una delle regioni europee più vocate all’allevamento brado dei suini neri. Grande soddisfazione da parte del presidente del Consorzio, nonché allevatore, Franco Simone e di tutti gli associati che altro non sono che addetti ai lavori, i quali, quotidianamente e con grandi sacrifici, riescono a mantenere standard qualitativi elevatissimi. Alla cerimonia di consegna degli attestati all’Agorà – per quattro giorni cuore pulsante per le degustazioni e gli incontri con i buyer esteri di Agrifood Club – erano presenti le massime autorità del settore. Durante la manifestazione, alcuni “ispettori del gusto”, rigorosamente in incognito, hanno assaggiato i prodotti degli oltre cento espositori per stilare una classifica: compito difficile considerato l’alto livello qualitativo di un’offerta gastronomica già al top. “La provincia italiana è la vera vincitrice della manifestazione – ha dichiarato Massobrio -, con la sua produzione spesso familiare e artigianale fatta di tipicità ed eccellenze. Agrifood Club e Golosario si confermano missionari del gusto italiano sui mercati esteri, un momento di conferma della qualità e uno scenario per la ribalta degli espositori”.
Ecco i premiati 2012:
Sfiziosità:
Mongetto Soc. Coop. – Vignale Monferrato (AL) – peperoncini ripieni
Az. Agr. Franco Tamborino Frisari Corte de’ Droso – Maglie (LE) – sottoli
Apicoltura Gianni Castellari Soc. Agr. S.S. – Montebaranzone (MO) – mieleaceto Elisir
Catalini Sergio – Ortezzano (AP) – frutta sciroppata

Dolci e cioccolati:
• Bonfante e Ortalda S.n.c. – Chivasso (TO) – Nocciolini di Chivasso
• Mucci Giovanni S.r.l. – Trani (BT) – confetti
• Rango Bontà di Calabria – Cassano allo Ionio (CS) – fichi secchi cotti al forno al rhum e al cioccolato
• Az. Nocciole d’Elite di Emanuele Canaparo – Cravanzana (CN) – crema di nocciole

Formaggi:
• Caseificio Busti – Fauglia (PI) – pecorino affinato in grotta

Salumi e carni:
• Dimensione Carne S.R.L. – Piove Di Sacco (Pd) – Carne Equina Affumicata
• D’Addario Carni – Gissi (CH) – spalla cotta
• Consorzio del Suino Nero di Calabria – Santo Stefano di Rogliano (CS)

Bevande & Birre:
• Birra Del Borgo S.R.L. – Borgorose (RI)
• San Gabriel S.A.S. di G. Tonon & C. di Busco – Ponte di Piave (TV)
• Pratorosso Società Agricola S.R.L. – Stella (Mi)

Paste & Risi:
• Pastificio Spinosi – Campofilone (Fm)
• Antico Pastificio Morelli 1860 S.R.L. – San Romano (Pi)
• Pastificio Caponi di Tagliagambe Alessandro & C. S.A.S. – Pontedera (Pi)

Aceti:
• Acetaia La Ca’ del Luv – Pigneto di Prignano (MO) – condimento a base di ciliegie
• Acetaia Leonardi – Magreta di Formigine (MO) – Aceto Balsamico Tradizionale di Modena
• Acetaia Astrology – Castellarano (RE) – Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e di Reggio Emilia

Partono dal Molise due importanti progetti Made in Calabria

La Filiera corta del progetto “Fresco Italiano” al via, il progetto che nasce in Calabria vede la luce con l’apertura del primo punto vendita, in Molise ad Isernia.
Solo prodotti dell’ortofrutta Italiana, in un circuito commerciale che non ha intermediari, dal produttore al consumatore, per davvero. La filosofia del progetto è quella di realizzare un filiera corta che soddisfi le giuste esigenze di chi la terra coltiva e di chi commercializza i prodotti freschi. In poche parole tagliare fuori tutta quella serie di intermediazioni che portano i prezzi alle stelle al punto vendita riconoscendo pochi spiccioli a chi lavora duramente per ottenere i buoni prodotti della campagna Italiana.
Questa filosofia è stata sposata tra l’altro dal neonato consorzio del suino nero di Calabria, un ente che vede insieme allevatori, trasformatori, ristoratori e punti vendita specializzati. Ad Isernia erano presenti i prodotti e le carni fresche del suino nero di Calabria, che non è più, un introvabile prodotto di cui si parla solo nei convegni, ma una realtà da assaporare e degustare fresco o trasformato; salcicce, soppressate e “nduja” tutte rigorosamente di nero sono state prese d’assalto dai curiosi all’inaugurazione del punto vendita Isernino.
Un buon inizio per il Made in Calabria, grazie a chi invece di aspettare per strada con il cappello in mano si da da fare e si organizza per esportare le eccellenze del nostro territorio, che sono davvero tante.
Giorgio Durante

All’Hilton di Roma il suino nero di Calabria

Lunedì 7 novembre prossimo, con inizio alle ore 16 e fino alle 21, nella prestigiosa cornice dell’Hotel Rome Cavalieri Hilton di Roma si svolgerà la manifestazione enogastronomica e di promozione del territorio “Terre di Cosenza. Cuore di Calabria”, voluta dal Consorzio dei Vini di Calabria Citra e dall’Associazione Italiana Sommelier (Ais) Calabria e realizzata con Ais Lazio e Bibenda Editore. La manifestazione è organizzata nell’ambito del Piano di Filiera Misura 133 del PSR e si prefigge lo scopo di presentare ad un pubblico di intenditori, ristoratori ed opinion leader del settore il territorio calabrese, cosentino in particolare, con le eccellenze e le tradizioni produttive che esso esprime.
Protagonista principale sarà il Magliocco, vitigno principe della produzione enologica Terre di Cosenza, la Denominazione di Origine Controllata provinciale che raccoglie attorno a sé quindici aziende vinicole del Cosentino.
Degne coprotogoniste della manifestazione saranno le altre produzioni di eccellenza del territorio come i salumi di suino nero di Calabria (soppressata, salsiccia, guanciale, capicollo e la ormai celebre “spalmella”, salume spalmabile che sta riscuotendo uno strepitoso successo, in ogni degustazione in cui è presentato); il caciocavallo podolico silano, i fichi dottati essiccati, il cedro, i mandarini clementine e la liquirizia, prodotti anch’essi tutelati dai relativi consorzi e certificazioni di qualità e che sono declinati in una vasta gamma di delizie in grado di soddisfare i più esigenti e raffinati palati di gourmet.
É da sottolineare che i salumi derivanti dalla lavorazione di suino nero calabrese e recanti il marchio Nero di Calabria, sono già accreditati dalla neonata Accademia delle Tradizioni enogastronomiche di Calabria, presieduta Giorgio Durante, che presenzierà alla manifestazione romana.
A cura dell’Ufficio Stampa Consorzio Nero di Calabria

Insolvenza dello Stato

Insolvenza dello Stato e vessazione degli imprenditori e degli autonomi (ovviamente non evasori).
Come cittadino, come professionista e come imprenditore, ancor prima come responsabile di MDC Cosenza associazione consumatori membro del CNCU, essendo l’aria di questa Italia diventata irrespirabile, sono emotivamente spinto a spiegarvi la realtà dal punto di vista della gente comune categoria alla quale sento di appartenere. Non voglio entrare nel merito di questioni politiche e neanche fare valutazioni sulle competenze e sulle azioni messe in atto dall’attuale governo, sento però il dovere di rappresentarvi uno spaccato di come vive nella realtà un cittadino o un’impresa che lavora in modo autonomo ed onesto ed il suo rapporto con lo stato e le sue istituzioni finanziarie.Gli esempi qui rappresentati non vogliono essere esaustivi ma rappresentano solo alcuni dei casi di iniquità e vessazione.a) Se un impresa eroga servizi o peggio ancora forniture ad un ente pubblico, scuola, comune ecc. ed il pagamento delle fatture arriva dopo 18 mesi, come fa la stessa a pagare le imposte ed essere regolare nel pagamento dei contributi? (DURC). L’unica soluzione, solo se i soci garantiscono con il mattone, potrebbe essere di andare in banca e comprare danaro che costa, in Calabria (conti della massaia almeno il 12% anno, e dove un bonifico per contanti lo paghi 10 euro). A quanto ammonta la pressione fiscale reale, ovviamente tutto compreso? Intorno al 70%, insostenibile per chiunque.b) Se gli enti pubblici non pagano le fatture, l’impresa o il libero professionista hanno difficoltà ad essere in regola con gli enti previdenziali e se il DURC non è positivo gli enti debitori non pagano, che colpa ne ha l’impresa? I vostri funzionari e consulenti che famelicamente divorano pubbliche risorse per milioni di euro, si sono posti queste problematiche del vivere quotidiano di un’impresa? E Voi, Presidente del Consiglio, peraltro imprenditore e sig. Ministro delle Finanze vi siete posti pragmaticamente queste problematiche?
c) Per ottenere il pagamento della fattura, infine, è necessario mettersi a posto con gli enti assicurativi e previdenziali, quanto costa? Sono certo che il dato sia a Voi sconosciuto ecco il calcolo, esempio: € 100,00 pagati il 540° giorno: debito € 100,00, diritto notifica € 5, compenso riscoss. 3% su 100,00 € 3,00, inter. mora giornal. 0,016%, su 100 x 540 gg €8,64 totale € 116,64, tornando ai conti della massaia circa il 20% in più, e siccome i soldi li devi andare a prendere in Banca devi aggiungere i relativi interessi, nel frattempo sei rimasto senza la possibilità di utilizzare la macchina, bloccata da Equitalia, e magari per importi più grossi con la propria casa in vendita all’asta, il tutto perché lo stato italiano è insolvente ma nessun tribunale lo può dichiarare fallito.d) Vorrei lasciare alla vostra competente valutazione, un ultimo caso di un imprenditore che avendo chiuso un anno in pareggio si trova per l’anno successivo ad avere un utile di 60.000/70.000 euro, una vera iattura, tra tasse, imposte, oneri previdenziali fissi ed a percentuale, anticipazioni e balzelli vari, è un miracolo se riesce a soddisfare le esigenze basilari sue e della propria famiglia, ma questa è un’altra storia, lontana anni luce dal vostro contesto economico e sociale.
Giorgio Durante
Calabrialibre
Presidente Movimento difesa del cittadino Cosenza

Calabriasviluppo e formazione pubblica un bando per non vedenti

Calabriasviluppo e Formazione, pubblica un bando per la selezione di soggetti con deficit visivi. Il bando che si colloca nell’ambito di una iniziativa formativa della provincia di Cosenza, darà la possibilita ad alcune decine di diversamente abili di acquisire un livello di conoscenze e competenze tali da poter entrare nel mondo del lavoro. il bando è scaricabile con la relativa domanda dal sito http://www.calabriasviluppo.it

“Poteri Occulti e Democrazia in Italia”,

Civitas Enotria – con il patrocinio dei comuni di Cosenza, Marano Principato, Marano Marchesato e Castrolibero nonché del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università della Calabria – ha organizzato una pubblica commemorazione in ricordo del diciannovesimo anniversario della strage di via D’Amelio che si terrà a Cosenza, venerdì 22 luglio 2011 alle ore 18,30, presso Palazzo Arnone. La strage di Palermo può infatti considerarsi non una vicenda di sangue che ha coinvolto alcuni servitori dello Stato, bensì un semplice tassello all’interno di una più ampia strategia volta ad imprimere un ben determinato corso alla vita politica italiana.

All’iniziativa, dal titolo “Poteri Occulti e Democrazia in Italia”, daranno il proprio contributo: Giampiero Calabrò, professore ordinario Unical; Pippo Callipo, imprenditore; Enrico Caterini, professore ordinario Unical; Salvatore Frasca, senatore; Gioacchino Genchi, già consulente della procura di Caltanisetta; Giuseppe Greco, giudice Tribunale di Cosenza; Orlandino Greco, sindaco di Castrolibero; Nicola Piccenna, giornalista; Gianni Speranza, sindaco di Lamezia Terme; Mimmo Talarico, consigliere Regionale.
Nell’occasione si parlerà anche delle indagini in corso sulle cause della sciagura del DC9 Itavia precipitato nel cielo di Ustica.
Gli interrogativi tuttora aperti intorno alle stragi del 1992-1993 (non diversamente da quelli ricorrenti nei tanti misteri italiani) sembrano lambire un “quarto livello”, che, secondo taluno, interessa uomini delle istituzioni e poteri occulti apparentemente in stretto collegamento con forze sovversive operanti, a loro volta, in simbiosi con la criminalità organizzata di stampo mafioso.
Civitas Enotria si propone di sollecitare la riflessione di personalità di diversa estrazione professionale e culturale intorno ad un tema che non è in alcun modo disgiunto dalla crisi in cui versa la democrazia in Italia. La consapevolezza secondo cui la via d’uscita dalle difficoltà attuali debba passare attraverso lo sforzo di chiarificazione di quelle zone d’ombra senza dubbio presenti nella vita nazionale ha indotto l’associazione culturale cosentina ad incentrare la discussione su uno snodo decisivo nel passaggio dalla cosiddetta “Prima Repubblica” alla cosiddetta “Seconda Repubblica” . Le pubbliche istituzioni del nostro Paese, d’altra parte, stanno negli ultimi tempi attraversando una fase particolare che sembra drammaticamente preludere ad un ulteriore e delicatissimo “trapasso”.

MDC Cosenza referendum: pronto il ricorso

DL OMNIBUS. NUCLEARE, Movimento Difesa del Cittadino (MDC): “Nonostante
l’approvazione, rimane il diritto dei cittadini a esprimersi col Referendum” Con l’Avv. Pellegrino, immediato ricorso alla Corte di Cassazione per la conferma del Referendum “Nonostante il testo della nuova normativa sia stato approvato alla Camera con il voto di fiducia, i cittadini hanno diritto ad esprimersi col referendum: chiederemo al Presidente della Repubblica, nell’esercizio dei suoi poteri, di disporre l’assoluta inopportunità costituzionale della norma e, ove fosse promulgata, faremo già domani immediato ricorso alla Corte di Cassazione per confermare il referendum e il diritto ai cittadini di esprimere il proprio parere sul nucleare”.
È quanto annuncia il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) con l’avvocato Gianluigi Pellegrino, che nel parere pro-veritate richiesto dall’associazione in ordine alla incidenza che il noto testo di legge possa avere sull’espletamento della consultazione prevista per il prossimo 12 e 13 giugno, ha evidenziato che “i commi 1 e 8 della stessa norma voluta dal Governo, esplicitamente consentono che la realizzazione di centrali nucleari possa avvenire per semplice volontà della Presidenza del
Consiglio dei Ministri cui è assegnata l’approvazione del piano energetico. Inoltre, lo studio che dovrebbe precedere il piano è limitato al tentativo di apprestare dispositivi di sicurezza che abbassino il rischio di incidenti, e quindi non esclude in nessun modo anzi conferma la scelta di fondo di procedere alla realizzazione delle centrali nucleari. Pertanto – conclude Pellegrino – la finalità del referendum non solo non è superata, ma è rafforzata dal fatto che la legge nuova rende persino più semplice realizzare le centrali senza necessità di nuovi passaggi legislativi. Con la conseguenza che ritenere superato il referendum sarebbe costituzionalmente errato e odioso in
quanto i cittadini verrebbero a trovarsi con le centrali costruite senza aver potuto pronunciarsi sulle norme che lo consentono”. Anche se passa la legge quindi MDC chiederà alla Cassazione la conferma del referendum. “Si tratta – spiega Pellegrino nel proprio parere – esattamente del caso previsto dalla sentenza n. 68 del 1978 della Corte costituzionale, che ha assegnato alla Cassazione il potere di confermare la consultazione quando alle norme oggetto del quesito se ne sostituiscono altre che lasciano ferme le ragioni del referendum. E nel caso tali norme sono espressamente quelle contenute nei commi 1 e 8 del testo voluto dal Governo”.
“Il Governo – conclude Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) – tenta di scippare il diritto dei cittadini di esprimersi con questo strumento, tanto più che gli ultimi risultati elettorali sono stati eclatanti visto che la maggioranza dei cittadini ha votato contro il nucleare in una regione, la Sardegna, che è del centro destra”. Laura Simionato Ufficio Stampa Movimento Difesa del Cittadino (MDC)
tel. 06/4881891 int. 209 – cell. 327/6183420 – fax 06/42013163 – ufficiostampa@mdc.it – www.mdc.it

Presentata l’Associazione “Nero di Calabria”.

Presentata l’Associazione “Nero di Calabria”.
Si è trasformato in un vero e proprio happening la presentazione dell’Associazione “Nero di Calabria”, dopo i saluti di rito da parte del Parroco, del Presidente della comunità Montana del Savuto Giovanni de Rose del Presidente ARS (Associazione Regionale Suinicoltori), nonché presidente Regionale Coldiretti Pietro Molinari, Mimmo Bloise dell’Umpli, del Medico Veterinario dell’Ara Calabria Santo Carpino, e del Neopresidente dell’Associazione Franco Simone, il numeroso pubblico si è intrattenuto presso i gazebo allestiti dall’Associazione appositamente per far degustare le meraviglie delle carni grigliate e insaccate del suino nero di Calabria, non mancava neanche il buon vino rosso offerto con la professionalità di sempre dal Consorzio Vini Calabria Citra. Non sono mancati gli spunti interessanti durante gli interventi dei convenuti, il Presidente della comunità Montana ha sottolineato come iniziative del genere possono creare occasioni di lavoro e sviluppo su un territorio montano vocato proprio alla zootecnia brada, Mimmo Bloise ha invece parlato di connubio tra agricoltura eccellenze enogastronomiche e turismo, Molinari si è invece soffermato sulle problematiche dell’agricoltura calabrese, plaudendo all’iniziativa che insieme ad altre possono creare occasioni di sviluppo, il veterinario Carpino ha invece fatto un po’ la storia del recupero della razza autoctona del Nero di Calabria. Il presidente dell’Associazione Nero di Calabria ha spiegato che la stessa intende operare in tutta la regione, e che nasce dalla forte volontà di un gruppo di allevatori e trasformatori che hanno ritenuto: lo stare insieme un punto di forza della debole filiera del suino nero di Calabria. I piccoli allevatori hanno intuito tutti i vantaggi dell’associazionismo, in termini di forza contrattuale sia per gli acquisti che per le vendite, in termini di capacità di valorizzazione del prodotto e di controllo della qualità. L’Associazione mira a creare una vera Filiera capace di affacciarsi ai mercati nazionali ed europei, capace in un ottica equo e solidale di remunerare coloro che nella Filiera credono e lavorano, convinti che nelle eccellenze del territorio si nascondono i fermenti dello sviluppo sostenibile di una regione come la Calabria. Fuori programma c’è stato l’applauditissimo intervento della imprenditrice Brambilla, milanese trapiantata in Calabria la quale gestisce con soddisfazione un Agriturismo a Belvedere luogo dove peraltro alleva il Nero di Calabria.

Nasce “Nero di Calabria”

Nasce “Nero di Calabria”
L’Associazione “Nero di Calabria”, intende operare in tutta la regione, nasce dalla forte volontà di un gruppo di allevatori e trasformatori che hanno ritenuto: lo stare insieme un punto di forza della debole filiera del suino nero di Calabria. I piccoli allevatori hanno intuito tutti i vantaggi dell’associazionismo, in termini di forza contrattuale sia per gli acquisti che per le vendite, in termini di capacità di valorizzazione del prodotto e di controllo della qualità. L’Associazione mira a creare una vera Filiera capace di affacciarsi ai mercati nazionali ed europei, capace in un ottica equo e solidale di remunerare coloro che nella Filiera credono e lavorano, convinti che nelle eccellenze del territorio si nascondono i fermenti dello sviluppo sostenibile di una regione come la Calabria, uno sviluppo che tenga conto dell’ambiente naturale e che vede questo come una risorsa, il suino nero è parte di questo ambiente, il suo pascolare brado contribuisce alla conservazione di un ecosistema, e soprattutto è esempio europeo di conservazione delle biodiversità. Il mondo rurale calabrese da oltre un cinquantennio è andato alla ricerca di coltivazioni ed allevamenti che ristorassero l’atavica povertà dell’attività agricola. Questo tipo di indirizzo, ha portato ad offuscare millenni di tradizione e cultura contadina diffondendo tecniche di coltivazione e razze animali che nelle promesse sembravano sconvolgere l’economia rurale. Da circa un decennio è iniziata una sorta di rivisitazione delle scelte fatte nei
decenni precedenti, prendendo atto che l’agricoltura intensiva e gli allevamenti di razze prodigiose non autoctone avevano bisogno di enormi estensioni di terreno e, nel caso della zootecnia intensiva di grandi quantità di alimenti trasformati in mangimi. La crescente sensibilità salutistica, l’attenzione rivolta all’agricoltura di tradizione e dei suoi animali dell’aia, ha man mano rafforzato la convinzione che la componente culturale che rivalutava di fatto quel mondo rurale di inizio secolo era l’unica strada, per un vero e proprio tentativo di decollo dell’economia rurale e montana della
nostra regione. Il recupero del suino nero è una parte importante di questa storia, un recupero quasi miracoloso, considerato il fatto che ormai le famiglie contadine avevano abbandonato l’allevamento del nero, per adottare razze a crescita più rapida. Qualche capo è sopravvissuto all’assalto dei concorrenti esotici, in alcune zone dell’entroterra reggino, Aspromonte, ai piedi della Sila Acri, Luzzi, in alcune aree boschive nella zona di Rogliano, Bianchi, Carlopoli ecc. In realtà il suino nero di Calabria si adattava benissimo alla vita brada, si cibava di castagne e ghiande raggiungendo un peso in 12 mesi di circa 130-150 chilogrammi. Le carni di questo maiale sono magre e nello stesso tempo tenere e dai sapori decisi, le caratteristiche peculiari della razza autoctona del nero di Calabria sono: l’esuberanza sessuale del verro, la particolare dedizione per la prole della femmina, la capacità della razza ad adattarsi agli ambienti aspri tipici della Calabria, dove si alternano fitti boschi e piccole radure per il pascolo, un territorio ideale che ha consentito la sopravvivenza di questa razza. Attualmente la razza del suino nero di Calabria sta avendo un importante ripresa, grazie soprattutto ad alcune piccole aziende calabresi, per lo più a conduzione familiare, che si dedicano con passione e competenza al suo allevamento. La trasformazioni delle carni del nero di Calabria danno vita ad una variegata produzione di salami, pancette, guanciali, prosciutti, e pietanze rare e per questo ancor più preziose, pensiamo ai cicoli, ai lardi, alla gelatina, alle frittole, alle carni “incantarate”, alla “Nduja” alla salciccia, la soppressata e a molti altri sfizi.

Appello per il Ballottaggio

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