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Taglio del nastro per il Paolella con le note di Tosca

All’inaugurazione il bel mondo bizantino
Taglio del nastro
per il Paolella
con le note di Tosca
di LUCA LATELLA Quotidiano della Calabria

ROSSANO - Lei canta,splendidamente. Con una voce eccezionale ed il “tutte le lingue del mondo”.
E’ la voce di Tosca, che invade i due loggioni e la platea del teatro Paolella-Amantea, inaugurato Alle 21 in punto di ieri sera, dopo oltre trent’anni di forzata inattività. E con la consueta cerimonia del taglio del nastro, questa volta a quattro mani: quelle del sindaco, Franco Filareto e dell’Arcivescovo, Santo Marcianò. Ha aperto le sue porte, il Paolella, alla Rossano bene, abbracciando i suoi ospiti in poco più di centoventi posti. Una vera e propria perla, incastonato nel cuore del centro storico, come nella sua ostrica.
Ristrutturato alla perfezione, grazie ai poco più dei due anni di lavoro, e “grazie all’impegno profuso dall’ex sindaco Orazio Longo che ha voluto ridar vita a questo magnifico teatro”
dice Filareto nel dare il benvenuto alla qualificata platea, a seguire Tosca ha deliziato, facendo registrare, ovviamente, il “sold out”. E non poteva essere altrimenti.
Non sono mancate le personalità - civili e religiose – ospitate dalle poltrone rosse Frau.
Oltre ai già menzionati Arcivescovo e primo cittadino, che sul palco ha fatto da padrone di casa, prima dello spettacolo, insieme all’assessore al Turismo e Spettacolo, Antonella
Converso. In prima fila, v’era il vice sindaco, l’avvocato Giovanni Zagarese accompagnato dalla signora. Tra i tanti, qualche consigliere comunale, e fra questi Stefano Mascaro, e qualche capogruppo (invitati solo loro, fra i mentori dell’assise civica) come Franco Grillo e Mario Scorza. Pochissime, le presenze dell’“opposizione” C’era invece l’ex sindaco Tonino Caracciolo. In uno dei due loggioni, a godersi lo spettacolo anche il notaio Pietro Pisano e consorte, insieme al suo “collega” Pietro Spezzano. La platea del “San Carlino”, come ama definirlo Filareto, ha accolto, inoltre, la presidente della Fidapa, Antonietta Perna Ferrari, rappresentanze del Rotary e dei Lions, il “padre” di questa ultima versione del Paolella ristrutturato, l’architetto Emilio Barrese, il preside Giovanni Sapia, esponente illustre della cultura rossanese. Il giovane rampollo di casa Amarelli, Fortunato e l’imprenditore Ranieri Filippelli con la signora Bettina. Il tutto, in un simbolico,ma accogliente abbraccio, fra loggioni, palcoscenico e platea. Per una stagione teatrale organizzata dai due direttori
artistici Enzo De Carlo e Pasquale Aversente, con Sonia De Carlo di supporto, che si preannuncia tutta da gustare e che vedrà anche il “San Marco”, come “casa” e l’Anfietatro “Maria De Rosis” con l’arrivo bella stagione.

MDC Cosenza PRESENTA L’INIZIATIVA: ENELCONCILIA

Cosenza Giorno 14 Novembre dalle 16.00 in Piazza XI Settembre
Molte delle segnalazioni che riceviamo sono inerenti le utenze Gas, Acqua ed Elettricità, il progetto ENEL CONCILIA nasce proprio con lo scopo di informare i consumatori
sulla possibilità di accedere alla procedura di conciliazione on line in materia di erogazione di energia elettrica e di gas, di cui al Regolamento sottoscritto in data 26 maggio 2009 tra le Associazioni
dei Consumatori firmatarie del Protocollo d’Intesa con Enel S.p.A., Enel Servizio Elettrico S.p.A. ed Enel Energia S.p.A., finalizzata
alla risoluzione stragiudiziale delle controversie riguardanti i contratti di fornitura di energia elettrica del mercato libero e del mercato di maggior
tutela per uso domestico, per uso condominiale con potenza impegnata pari o inferiore a 15 kW, nonché i contratti di fornitura di gas
con consumo effettivo non superiore a 50.000 mc nell’anno precedente l’avvio della suddetta procedura di conciliazione.
Tale procedura rappresenta non solo uno strumento alternativo alla giustizia ordinaria, ma anche una soluzione semplice, veloce ed economica.
ENEL CONCILIA consiste in una vera e propria campagna di informazione - realizzata attraverso vademecum e riviste, incontri di prossimità
con i cittadini e focus group con gli esperti - che si propone di divulgare la conciliazione paritetica come strumento di grande efficacia
nell’ottica del miglioramento continuo del rapporto tra azienda e clienti. Gli obiettivi sono: diffondere le informazioni sulla procedura di
conciliazione; monitorare il grado di soddisfazione dei clienti; far conoscere le novità di Enel nel campo della risoluzione extra giudiziaria delle controversie.
Giorgio Durante MDC Cosenza

La Calabria della casta e degli “Nciuci”

E’ di soli pochi giorni addietro la denuncia di MDC Calabria, su alcuni “escamotages” messi n atto dalla politica per assumere nella pubblica amministrazione in tempi di blocco delle assunzioni, pratica volta a creare clientela finalizzata al voto di scambio, approfittando dello stato di bisogno. In Regione la pratica è non solo diffusa ma per quanto controversa dal punto di vista della legalità spesso vede schierati in modo bipartisan tutto il mondo della politica locale. Nulla di scandaloso, dopo l’ormai famoso concorsone, di cui si sono occupati molti media nazionali, mettendo in cattiva luce l’intero sistema politico-amministrativo calabrese. Ma alla malapolitica non c’è mai fine, anzi soprattutto in Calabria si riesce a far sempre peggio. Riceviamo da un nutrito gruppo di dipendenti regionali, questa missiva che racconta di una vicenda per il vero neanche inedita, se non fosse per alcuni risvolti delle ultime ore veramente inquietanti.

“Con decreto dirigenziale del 15 ottobre 2004 si diede via ad una selezione pubblica per titoli e colloqui per l’assunzione a tempo determinato di 100 giovani laureati iniziativa avviata dalla Giunta Chiaravalloti
- Dopo l’insediamento della Commissione iniziano i colloqui, ma la nuova Giunta Loiero, nel frattempo insediatasi, a seguito del parere negativo espresso dal Comitato di consulenza giuridico, su richiesta del Dipartimento al Personale, ha annullato, per il tramite del dirigente generale Fragomeni tutti gli atti posti in essere dalla Commissione del concorso, riaprendo i termini della selezione pubblica. Rilevando che le procedure selettive poste in esame dalla Commissione sono illegittime sotto vari profili (contraddizioni, violazioni della norma sul bando, violazione sulla par-condicio tra i candidati ecc.).
Ad onor del vero, c’è da precisare, e ciò è veramente grottesco, che il precedente dirigente generale della Giunta Chiaravalloti era lo stesso Fragomeni sotto la cui dirigenza, dunque, sarebbe stato adottato il precedente provvedimento illegittimo e contraddittorio in violazione della normativa”. Ciò è quanto affermano i funzionari regionali, sottoscrittori del documento, che proseguono:
“ Molti dei giovani che avevano già espletato, positivamente, il colloquio certi di aver superato la selezione anche in virtù dei titoli in loro possesso, si ritroveranno esclusi. Al loro posto erano stati scelti altri giovani. La medesima procedura adottata per tale selezione, sarà decretata anche per il concorso pubblico a 45 posti di dirigente, i cui buchi neri restano tanti a partire dalle relazioni di parentela o amicizia con personaggi importanti anche delle istituzioni.
- I 100 giovani laureati iniziano il lavoro il 15 ottobre 2006 che contrattualmente dovrà essere interrotto alla scadenza dei tre anni e cioè il 15 ottobre del 2009. Ovviamente nei 100 laureati molti sono rampolli di una casta che governa la regione fina dalla sua nascita, e per questi fortunati c’è una prima sorpresa che è rappresentata dalla retribuzione maggiorata di due livelli economici.
- Dopo tre anni, il rapporto di lavoro, nonostante vari tentativi di stabilizzazione illegale con delibere di Giunta e varie manovre, viene drasticamente interrotto con circolare del dirigente generale del personale Izzo e, per quindici giorni circa, i 100 giovani laureati, dal 16 al 30 ottobre di quest’anno, non presteranno il lavoro essendo decaduti dall’impiego presso i vari dipartimenti.
Con l’approssimarsi dell’appuntamento elettorale di primavera si sono fatte sempre più insistenti le iniziative legali e non finalizzate a tutelare la prole del potentato regionale e per salvaguardare questi giovani si è tentato in tutti i modi la stabilizzazione contro ogni norma e regola della Pubblica Amministrazione, compreso il tentativo maldestro di accreditare i 100 giovani laureati come precari, mentre precari sono i perdenti posti.
In ogni caso nella seduta del Consiglio Regionale del 23 ottobre, tutti i consiglieri hanno votato la proposta di legge n. 419/8^ di soli due art. che così recita:
“Il personale assunto ai sensi dell’art. 3, comma 4, della legge regionale 7 agosto 2002, n. 31 è mantenuto in servizio, senza soluzione di continuità, fino alla data del 30 settembre 2010. Alla relativa copertura finanziaria si provvede con le risorse finanziarie già allocate all’UPB 1.2.01.01 (capitolo 12010128) dello stato di previsione della spesa del bilancio annuale 2009 e pluriennale 2009-2011.
- Dopo averli scelti tre anni fa, ora i consiglieri regionali determinano in modo indecente un nuovo rapporto di lavoro per altri dieci mesi in attesa di definirne una stabilizzazione illegale senza procedure concorsuali.
- Nessuna Legge dello Stato prevede una così grave irregolarità. Tutto questo significa che nell’istituzione Regionale non verranno espletati concorsi pubblici, mentre i precari, quelli veri, rimarranno tali per sempre. La parentopoli regionale non accenna a frenare gli appetiti di un’oligarchia che di fatto sottomette un intero popolo, ormai rassegnato all’indigenza diffusa. Dove in una confusione di ruoli ed istituzioni, in barba ad ogni rispetto istituzionale troviamo congiunti e parenti assunti negli uffici regionali o nelle società miste, compresi gli “enfant prodige” di Magistrati alle prese con importanti inchieste che vedono coinvolti pezzi delle istituzioni regionali. Quanto alcune inchieste, avevano evidenziato solo qualche tempo fa, prima di essere istituzionalmente affossate, sembrano proprio trovare certificazione nei fatti che accadono nel quotidiano di questa sfortunata terra”.

L’appello-denuncia dei funzionari regionali termina così: “Sarebbe necessario avviare una rigorosa inchiesta su quanto sta avvenendo in regione” anche a tutela dei diritti delle migliaia di disoccupati e nel rispetto di un intero popolo.
Giorgio Durante MDC Calabria

Calabria: Agenzie di Lavoro interinale scorciatoie per il posto fisso

Tra le anomalie Calabresi, ci tocca registrare l’ennesima violazione delle pari opportunità tra coloro che sono in cerca di lavoro. Le numerose segnalazioni ricevute ci hanno indotto a approfondire la questione. Le conclusioni ancora una volta confermano il primato della politica nella gestione a fini clientelari dei bisogni primari dell’uomo. A questa regola non si sottraggono i metodi adottati per bypassare il blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione che vale solo per coloro, e sono i più, che non passano dalle segreterie politiche. Ormai è provato il rapporto tra politica e agenzie di lavoro interinale, rapporto basato su reciproci vantaggi, tu mi fai entrare in quell’ente ed io ti inserisco i nominativi che tu mi segnali. Le evidenze sono emerse in modo fragoroso con l’inchiesta Why not, dove le strutture a lei collegate funzionalmente, procedevano ad assumere tramite raccomandazioni politiche e sindacali con sempre la stessa finalità , il voto, ovviamente tutto era ed è rigorosamente bipartisan. Il fenomeno ovviamente lede i diritti di molti giovani sfortunati calabresi, ma la lotta tra coloro in cerca di posto di lavoro, anche precario assume una connotazione diversa nel momento in cui il precario passante per l’agenzia interinale viene stabilizzato, in tal modo la filiera si chiude, con grave nocumento per la collettività disoccupata, alla quale è anche preclusa la possibilità di competere alla pari dove la differenza la fanno le competenze nell’ambito di un regolare concorso. Il fenomeno è talmente metabolizzato e ritenuto lecito che qualche politico calabrese ne ha fatto anche oggetto di interrogazione parlamentare dove a proposito dei lavoratori interinali si esprimeva testualmente in tal modo:” codesti lavoratori hanno maturato specifiche professionalità che avrebbero potuto rappresentare una risorsa, peraltro già formata”, nulla da eccepire sull’affermazione, se non il tacere su come nasce il rapporto tra ente e lavoratore interinale. MDC ovviamente nulla ha contro i lavoratori interinali, ci mancherebbe, ma sul raggiro e la violazione dei diritti di altri cittadini ovviamente si. Tutti i cittadini devono avere pari opportunità di accesso nel mondo del lavoro. Questi processi degenerativi vanno accelerando in prossimità degli appuntamenti elettorali, nei prossimi giorni ne vedremo delle belle in regione, e presso altri enti stanno studiando le giuste strategie di aggiramento di una regola costituzionale che appare chiara, ma che ormai è costantemente violata, per stabilizzare dirigenti in erba, rampolli di personaggi noti, alcuni dei quali anche con incarichi istituzionali delicati, che creano non poche perplessità in ordine a diffusi conflitti di interesse. Nel resto d’Italia, Campania esclusa, il controllo delle assunzioni temporanee è meno marcata da parte della politica da noi invece il fenomeno assume connotazioni di vera e propria patologia del sistema e fonte di forte discriminazione tra coloro che sono in cerca di occupazione.
Giorgio Durante Presidente MDC Cosenza

INSIEME per una CALABRIA LIBERA e PULITA

Dalla lotta per le terre, come accadde nel lontano ‘49 con i fatti di Melissa , alla lotta per il territorio, come accadrà il 24 ottobre ad Amantea.
Al posto dei braccianti agricoli ci saranno donne e uomini pronti a rivendicare una Calabria Libera e Pulita. Al posto dei celerini sguinzagliati sui contadini, ci sono i fusti sotto il mare, le sostanze radioattive sotto il terreno, le scorie sui tetti delle scuole o i solventi di una fabbrica; consideriamo nostri nemici chi ancora oggi nega l’esistenza di un forte legame tra mafia e politica.
Non si deve essere esperti per capire che è necessario adottare una nuova politica dell’ambiente che intenda il territorio bene inviolabile. Ma le buone pratiche nascono da una idea di politica partecipata e integrata. E questo con certezza possiamo affermare che nella nostra Regione manca completamente.
E se noi donne, dopo aver subito scelte che ruotano attorno a convenienze personali e affaristiche, decidessimo di partecipare attivamente al miglioramento della qualità della Politica?
E’ arrivato il momento di ricostruire una nuova solidarietà tra donne, giovani e meno giovani, italiane e immigrate, occupate e studentesse, perchè solo tutte insieme, possiamo attribuire alle parole libertà e democrazia un nuovo senso di progresso e di futuro. Sono valori costati tanto e non possiamo farceli scippare da chi intende farci tornare indietro o spostare l’attenzione su falsi problemi.
Sentiamoci responsabili di un cambiamento che potrà verificarsi solo se stiamo lontane da logiche di prevaricazione o di opportunismo.
Occorre la rabbia di tutte per trasformarla in pensiero comune e far sì che la nostra voce si senta anche dopo che le star avranno terminato il loro show e i riflettori si saranno spenti. Teniamoci pronte a non mollare e ad elaborare strategie concrete che costringano la politica e le istituzioni a prendere degli impegni sulla cui osservanza noi saremo vigili e rigorose.
C’è bisogno di uno sforzo comune e consapevole che ci vede protagoniste insieme alle forze sane della nostra società con l’obiettivo di ridare slancio alla nostra regione e fiducia a chi è in grado di invertire la rotta con scelte trasparenti ed efficaci.

La rete delle Donne di Cosenza

Il Terzo mondo è qui!

Le numerose segnalazioni ricevute, ci hanno convinto a verificare di persona alcuni aspetti del malfunzionamento della sanità Calabrese, per cui ci siamo recati presso l’ufficio Ticket dell’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza. Da qui inizia la trafila degli utenti dei servizi sanitari e se “il buongiorno si vede dal mattino immaginiamo il resto!”
Nella sala di attesa erano stipate centinaia di persone, che in tempi di epidemie tipo l’influenza N1H1 non è consigliabile avvenga, la macchinetta distributrice dei ticket e delle prenotazioni, pareva una Slot-machine “vomitava” numeri a ripetizione. La prima sorpresa constava proprio nel numero che ci veniva assegnato che era il 395 e dove lo sfortunato utente e non cliente come invece è scritto sul tagliandino, visibile in foto (il cliente di solito ha diritto di scelta) è informato di essere il 144° in fila. Vecchio, giovane, invalido, ammalato o che altro non importa tutti in fila o quasi, il quasi è spiegato dall’infausto annuncio “ che chi invece preferisce pagare la visita, che avviene sempre nell’ambito della struttura pubblica, non solo ha un servizio immediato ma si risparmia pure la fila. La foto è eloquente e ci lascia sbigottiti, così come i commenti dei rassegnati e mansueti utenti, un signore sulla cinquantina si lascia sfuggire: “ho fatto 10 anni di Germania, non avevo mai visto una cosa simile, sicuramente i cittadini tedeschi non avrebbero tollerato tanto disservizio, per il resto il solito brusio da sala da barba dove ci si confrontava se la colpa era della destra o della sinistra, ma che in ogni caso delle risorse spese in sanità se ne era fatto bottino, questo si bipartisan.
Giorgio Durante Presidente MDC Cosenza

“RIPRENDIAMOCI LA VITA, VOGLIAMO UNA CALABRIA PULITA!” AMANTEA -CS- 24 Ottobre

“RIPRENDIAMOCI LA VITA, VOGLIAMO UNA CALABRIA PULITA!”

Tutti i cittadini Calabresi e non solo, sono chiamati a raccolta ad Amantea (CS) giorno 24 ottobre, per far sentire la propria voce e chiedere al Governo, allo Stato, di venire a vedere cosa c’è nella stiva della nave adagiata sui fondali di Cetraro e di venire a “riprendersi” i rifiuti pericolosi, che non sono stati prodotti in Calabria, ma che si trovano interrati nel greto del fiume Oliva.
Facciamo sentire un solo grido che si alza dalla Calabria: “I vostri rifiuti non li vogliamo…siamo anche noi cittadini italiani e meritiamo il vostro rispetto!”

Comunicate la VOSTRA ADESIONE scrivendo a “MANIFESTAZIONE@COMITATODEGRAZIA.ORG”

o telefonando allo 0982.424788 (anche fax)
oppure allo 0982.427954

sono i numeri messi a disposizione dalla sede CGIL di Amantea (CS)

LA MANIFESTAZIONE INIZIERÀ’ CON L’INTITOLAZIONE UFFICIALE DEL LUNGOMARE A NATALE DE GRAZIA!

e nel POMERIGGIO DALLE ORE 15.00 “CALABRIA IN CONCERTO” con la partecipazione fino ad ora confermata di:

Kalamu, Danilo Montenegro, Dedalus, Marasà, Ulderigo Pesce,
Cataldo Perri, Operai della Fiat 1100, Salimora e…tanti altri

Invito alla Società Civile calabrese Lamezia Grand Hotel 10 Ottobre 2009 ore 15,30

I Calabresi e la Calabria sono da troppo tempo oppressi da un’ormai insostenibile crisi politica, economica e sociale.
L’intreccio criminale tra politica, amministrazione e malaffare, confermato da importanti inchieste giudiziarie che coinvolgono trasversalmente larga parte della classe politica calabrese, interessando con gravi provvedimenti della Magistratura gli ultimi Governi e Consigli regionali sia di centro-destra che di centro-sinistra; la tragedia di una disoccupazione tra le più alte d’Europa; la fuga di migliaia di giovani costretti ad emigrare in cerca di lavoro verso le Regioni del nord del Paese ed all’estero; la mortificazione di tanti “cervelli” e delle migliori risorse della Calabria, a causa dell’assenza di meritocrazia; l’uso predatorio ed affaristico del territorio e delle risorse ambientale, degradate da paradiso naturalistico e primaria speranza di sviluppo a discarica nucleare, avallato dal colpevole silenzio di nostri rappresentanti politici calabresi asserviti a poteri occulti; la drammatica emergenza sanitaria, figlia di un’occupazione politica di ruoli e risorse, che vede tanti giovani morire negli ospedali e costringe migliaia di calabresi ai “viaggi della speranza”; l’azione oppressiva e soffocante delle organizzazioni mafiose e ‘ndranghetiste su imprenditori, commercianti e cittadini; la perdurante arroganza di un potere politico, cieco e sordo di fronte ai veri bisogni dei calabresi, su cui, anzi, costruisce le proprie carriere e personali fortune, il mercimonio di diritti “spacciati” per ”piaceri”, la gestione clientelare di “nomine” e concorsi pubblici, la “vendita” di lavori precari in cambio di consensi elettorali e molti altri mali, di cui questa “malapolitica” è stata ed è drammaticamente responsabile, impongono un nuovo protagonismo e l’impegno politico della società civile calabrese, di tutti gli uomini e le donne liberi ed onesti della nostra Terra, delle forze migliori della Calabria, di chi non si rassegna ad un futuro di miseria umana, culturale e politica, di chi vuole combattere contro questo sistema di potere per consegnare ai propri figli una regione migliore.
Già in passato la società civile calabrese ha dato prova di grande forza e coraggio, riuscendo ad unirsi in importanti battaglie per riaffermare e difendere i diritti dei cittadini.
Oggi è necessario rinnovare questo impegno, chiamando a raccolta tutti i cittadini, le associazioni, i giovani, gli intellettuali, i lavoratori, gli imprenditori, gli uomini e le donne che hanno dato vita in questi anni ad un movimento spontaneo di resistenza civile contro l’illegalità diffusa e la gestione immorale e personale dei poteri pubblici.
Riteniamo che sia essenziale che le forse sane della Calabria si uniscano in un grande progetto politico di cambiamento e siano capaci di coinvolgere in questo impegno i tanti calabresi in Italia ed all’Estero.
Vogliamo dare una svolta al destino della nostra terra ed insieme possiamo farlo.
I sottoscrittori di questo Manifesto chiedono a Pippo Callipo di volersi mettere alla guida di questo movimento per il cambiamento della Calabria, dichiarandogli sostegno convinto nella campagna per la elezione a Presidente della Giunta regionale e chiedendo ai Calabresi di voler rendere possibile con il loro voto una concreta speranza per il futuro della Calabria.

Calabrialibre: Documento politico intorno alla candidatura di Callipo

Nell’ampia discussione aperta sulla candidatura Callipo ci preme offrire alcune considerazioni e contribuire alla discussione con alcuni punti da proporre o da chiarire alle varie voci in campo.
Molte delle note emerse da questo primo incontro sull’argomento potrebbero sembrare scontate ma di scontato in questa Regione non c’è nulla. Il primo punto attiene alle candidature. È da prevedere che al minimo ci sarà da elaborare una lista del Presidente con candidati nelle 5 province calabresi. Il dato sensibile delle candidature non è affatto semplice. C’è da evitare passi falsi, possibili imbucature, falsi moralisti, opportunisti dell’ultima ora, politici riciclati. Scegliere candidati su tutto il territorio calabrese non sarà e non deve essere compito facile. C’è bisogno di massima attenzione avendo come obiettivo quello di raccogliere comunque il massimo del consenso, nei limiti invalicabili dell’etica e della morale pubblica. Il profilo dei candidati dovrà avere, quindi, oltre alle doti in premessa, anche la caratteristica di essere dei candidati forti, conosciuti nei rispettivi territori di espressione e capaci di raccogliere un alto numero di preferenze. Il compito è gravoso e per nulla semplice e scavalca anche il problema programmatico pure evidenziato.
Altro capitolo è quello delle alleanze. Il candidato Presidente in modo abbastanza esplicito si è tirato fuori da qualsiasi cappello politico-partitico sulla sua candidatura, che pure qualcuno insiste con il volerglielo dare (IDV per prima) è comunque auspicabile che accordi con i partiti cosiddetti tradizionali si possano raggiungere. La discriminante per quanto riguarda gli accordi è, a nostro avviso, quella già evidenziata nella proposta di candidatura di Luigi De Magistris, vale a dire il rinnovamento al 100% dei candidati, porre cioè il veto ad accordi con partiti che ricandidino esponenti che hanno già occupato gli scranni regionali. Se Pippo Callipo è una nuova proposta tutti nuovi devono essere i candidati che lo appoggiano. Infine, pare di capire, almeno a livello della Provincia di Cosenza, che una forza come Sinistra Democratica, oggi non presente in Consiglio Regionale, appoggerà Callipo. C’è da chiedersi però in che modo: con un raggruppamento tipo Sinistra e Libertà vale a dire con il movimento di Vendola e i Socialisti o in maniera autonoma. Nel primo caso anche a questa formazione c’è da chiedere il totale rinnovamento della candidature. Stesso discorso vale anche per IDV che seppur non presente in Giunta ha oggi un suo rappresentante in consiglio regionale in appoggio al governo Loiero. Questi punti rappresentano a nostro avviso questioni fondamentali per cercare di dare forza e speranza alla candidatura di Pippo Callipo a Presidente.
Calabrialibre

Distretti Rurali in Calabria: ritardi nella costituzione anche dopo l’approvazione della nuova legge nulla è cambiato

Distretti Rurali in Calabria: ritardi nella costituzione anche dopo l’approvazione della nuova legge nulla è cambiato

Nei giorni scorsi si è aperto, a cura del presidente di Confagricoltura Regionale e del presidente dell’Ordine degli Agronomi di Cosenza, un dibattito circa l’ attuazione di alcune misure del PSR regionale. Condividendo in toto le loro perplessità, vorrei sottolineare ed aggiungere il ritardo relativamente alla costituzione e/o riconoscimento dei distretti rurali in Calabria, nonostante l’approvazione della nuova legge regionale n. 6 del 2009 che colma la lacuna normativa nella disciplina attuativa dei distretti calabresi.

All’emanazione della legge suddetta si è approdati dopo un iter durato ben quattro anni: solo nel settembre del 2008, infatti, la Giunta regionale rompeva gli indugi depositando presso la Commissione Agricoltura del Consiglio una proposta di legge in merito alla modifica della Legge regionale n. 21/2004, approvata in via definitiva dal Consiglio regionale nel marzo 2009 (L.R. n. 6/2009).

La nuova legge si pone l’obiettivo di superare le criticità della precedente normativa – più concentrata, a parere dello stesso legislatore, sui distretti agroalimentari di qualità a discapito dei distretti rurali – integrando la norma precedente con una più precisa determinazione degli aspetti.

La Regione Calabria, quindi, non ha più motivo di ritardare un processo virtuoso sui Distretti Rurali: se non bastasse la nuova legge regionale, vi sono, ora, anche le definitive norme approvate per le agevolazioni ad hoc per i distretti. Lo scorso 9 luglio, infatti, con il voto al Senato in seconda lettura, si è arrivati all’approvazione definitiva del provvedimento relativo a “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese,nonché in materia di energia.“

La nuova legge nazionale contiene le ultime modifiche di alcuni punti dello specifico articolo 3) su distretti e reti d’imprese, già contenuti nella L.33/2009, approvata ad aprile, all’interno del discusso decreto “omnibus”.

Il quadro delle agevolazioni stabilite dallo Stato è da ritenersi, quindi, completo per quanto riguarda i distretti rurali: tutte le aree già interessate da questo tipo di modello aggregativo e tutte quelle che hanno intenzione di adottarlo, non possono più rinviare un chiarimento con le proprie Regioni di appartenenza. Queste infatti, se hanno già una legge specifica (es. Calabria) devono dare in tempi rapidi il riconoscimento giuridico a ciascun distretto che presenti un’istanza adeguatamente costruita e supportata.

Segnali in tal senso arrivano anche dall’Europa: con la decisione del 10 Dicembre 2008, la Commissione UE ha assentito alla concessione degli Aiuti di Stato per l’attuazione dei contratti “di filiera” e “di distretto” (con riferimento al Decreto 2850 del 21/4/2008) aprendo finalmente concrete prospettive all’utilizzazione di strumenti innovativi per l’ammodernamento dell’agricoltura e lo sviluppo dei territori rurali, anche in relazione alle acclarate trasformazioni del settore ed agli emergenti orientamenti delle politiche. Si tratta, in effetti, di un riconoscimento indiretto dei distretti a livello europeo sicuramente destinato a imprimere un’accelerazione alla progettualità a livello locale e di comparti produttivi. Ma si tratta soprattutto di un provvedimento che libera circa 800 milioni di euro di contributi, risorse importanti per i distretti rurali e agroalimentari di qualità e per tutte le aree rurali che possono dotarsi di questi strumenti.

In questo scenario, e soprattutto in previsione del post 2013 già in discussione a Bruxelles, si conferma un crescente interesse per la “territorializzazione” delle politiche comunitarie come risposta efficiente alla sempre maggiore competizione sui mercati e a fronte di altre emergenze ambientali e climatiche, com’è stato evidenziato in occasione sia della Conferenza di Treviso, organizzata dal MIPAAF, “Le nuove sfide dello sviluppo rurale in Italia: tra Health Check e riforma del bilancio UE”, che della successiva Conferenza europea sullo sviluppo rurale svoltasi a Cipro “Le aree rurali dell’Europa in azione: di fronte ai cambiamenti di domani”. Proprio in questa fase favorevole per dare concretezza alla formazione di distretti, appare importante ricordare che le zone montane, sicuramente collocabili nelle aree rurali intermedie e in quelle con problemi complessivi di sviluppo, secondo la zonizzazione delle aree rurali italiane prevista dal Piano Strategico Nazionale, sono più interessate ai Distretti rurali che ai distretti agroalimentari di qualità, per una serie di considerazioni e le aree rurali Calabrese non fanno eccezione.

Il Distretto rurale, abbraccia infatti l’intera economia rurale del territorio. Per il Distretto rurale la dimensione produttiva del singolo prodotto diviene molto sfumata, mentre assume centralità la dimensione territoriale e d’interrelazioni tra i diversi attori locali e la possibilità di organizzare l’offerta di un paniere di beni e servizi identificabili per la peculiare identità del territorio racchiuso nel distretto.
La composita esperienza italiana che stiamo studiando - come gruppo di lavoro dell’ ANDRI - www.ambienterurale.it/andri-, consente di dire che il valore di un distretto rurale come strumento di governance sia molto appropriato per le aree rurali della Calabria.

La Regione Calabria farebbe bene,quindi, che avviasse un processo virtuoso in questa direzione ricordando che tra le candidature avanzate per la costituzione di un distretto rurale, vi è quella del “Distretto Rurale Montano del Pollino Occidentale Calabro”, i cui confini interessano l’area a nord della provincia di Cosenza, al confine con la Basilicata. La richiesta di candidatura è stata presentata nel 2006 attraverso un progetto di legge di iniziativa popolare. Tale proposta è stata, in seguito, dichiarata ammissibile dall’Ente Regione (in data 26.06.2006 con atto deliberativo del Consiglio Regionale, successivamente pubblicato sul B.U.R. Calabria del 16.10.2006, la proposta è stata dichiarata ricevibile ed ammissibile) ed è stata assegnata alla commissione competente per la valutazione dei requisiti presentati dal comitato promotore del distretto.

Adolfo Rossi - esperto in sviluppo rurale


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